Lundi 20 octobre 2008 1 20 /10 /Oct /2008 11:44
1
Porto negli occhi tutto ciò che hai visto
e nelle piccole mani qualche fiore.
Reciderne ti vedo l'estremità dei gambi,
immergerli nell'acqua.
Sai che se l'ago del dolore
ha tratto ieri una gugliata,
oggi un diverso trasalire
dentro di noi muta i pensieri, coglie
l'attimo in cui convergono le forze
e la tristezza e l'allegria si elidono.

2

I sogni di Cortona
avevano ali ignote
da quell'alta finestra ,
sulla croce di luci
fin quasi al Trasimeno.
Scaricavano gli autobus
acri ascelle e capre,
fagotti e borse
con la gallina acquattata.
Ma da Tuoro,ove Annibale
scavò cunicoli
per bruciarvi i guerrieri morti,
arrivano anche filosofi
pallidi ironici
con le loro allusioni metafisiche.

3

Il gridìo degli stormi sulla cupola
a un tratto taceva,ed era allora
la goccia d'acqua,il cadere della cenere
o il suono che eccheggiava
dal cancelletto negli assorti timpani
a scuotermi . Spiavo
l'ombra mossa dei panni
dal sovrastante terrazzo suula ghiaia.
Mordevo in me col rimorso
di chi ha risparmiato
lacrime a chi più amava.

4

Di su , di giù volavano gli uccelli
nella fornace del cielo francescano.
La tua lontanza
dai miei ragionamenti
era ogni volta scatto a uno stupore che mutavo in poesia.
Così mi appogiavo
alla tua spalla docile,fingevo
di là da venire
il giudizio di sé sopra se stesso.

5

Quando non ti vedrò più sullo sfondo
di oscuri stemmi ,di tegole coi gatti ,
profilati su bocche di abbaini,
o contro il cielo , contro la  corteccia
oltre le umide pergole delle osterie,
oltre i campi i filari le colline
e l'acqua verde che non mormora più:
saprò allora vedere
solo in te , nei tuoi occhi?

6

Cortona , come rubi
l'accento disperato
al gobbo che la notte esita prima
di affacciarsi alla piazza
e percorrerla a salti,disegnando
l'ombra grottesca sulle pietre.
Le uniche luci filtranodal basso
di due saracinesche,e ancora vibra
l'antenna che ha trasmesso
una favola a queste anime morte.

7

Parlottano i filosofi
sotto il loggiato nel vicolo a strapiombo
dove scolano le acque e il legno umido
da una bottega odora .
Dimessi,con le dita
gialle di fumo,librano
il pallone ontologico sui tetti
di palazzo Casali. adagio adagio
speculano,distinguono,
precipitano al peso
della zavorra ,rincasano delusi.

8

Dai coccuzzoli , il vento
scende coi barattoli calciati dai fanciulli,
forza le brecce e arruffa
i preti neri , i neri scialli
delle donne col cesto
dei funghi primaticci. Una catena 
d'alberi brulli,un turbine al passagio
della corriera con gli stessi visi
che soffiano sui vetri ,e il tonfo
del sacco della posta ,
forse con una lettera per me.

9

Il tacco suscita un suono così netto
che una tenda si scosta ,esce qualcuno
dal cerchio scialbo del lume
a quello della luna
e spia un'ombra che scivola,due ombre
confuse in una, altre ombre
sui gradini a fumare
fantasticando.
Battono i quarti sopra
la farmacia sprangata
delle dita allaciate
cigolano i semafori agli sbocchi
di Rugapiana,e noi
formiamo la catena concentrandoci
nel gioco spiritico che allunga
l'ombra delle dita allacciate
sulla tovaglia bianca.

10

Un tuo abito in terra,una voluta
di calza,mentre penetra il pulviscolo
nella stanza assiepata
di cose confuse nel calore.
Sollevi allo specchio
una palpebra,elimini
segni impuri dal viso .
Rimetti in ordine andando qua e là scalza.
Addio, e sfioro l'orlo del bicchiere.
Siamo più tristi insieme che divisi.
 







Par Enzo Mazza - Publié dans : I sogni di Cortona
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Dimanche 19 octobre 2008 7 19 /10 /Oct /2008 12:05

1

Ed io sacchegiatore di rimorsi ,
rampicante sul muro del silenzio
sempre più abbandonato nel mio vuoto,
nei miei voli imprendibile
forse malato
di cose inesistenti;
e voi sorelle
divise dal destino ,in altri gusci
rammendatrici del diverso amore,
assuefatte ai pensieri
che sola avanza
l'età delle abitudini più grigie:
ah qui torniamo uccelli non più profughi
sotto la stessa lampada
a toccare i tesori della casa,
ciarlieri e ansiosi di versare il vino,
di gettarci alle spalle
tre pizzichi di sale;
ciascuno col suo timbro
di voce,col suo cruccio da non dire ,
a ripetere facili bisticci,
le soavi effusioni,
a fingere in accordo
il feroce appetito dell'infanzia
e il sollievo alle lacrime d'un bacio .

2

Dai due poli incontratisi,resistono
così diversi padre e madre a vivere
sotto uno stesso tetto.
Poveri di illusioni,
ma asettati di riesserne sepolti,
ambedue sanno dove piega il vento,
dove si perderà
la concorde vecchiezza,
quel relitto d'amore a cui si attaccano,
e come valga un sorriso supremo
a nascondere il male, i mutui torti.
Chi non conosce quali
tempeste risucchiò la loro quiete,
li direbbe vissuti in un cantuccio
al riparo da guerre.
Ma ebbero casa in tutta la penisola,
tremarono per noi tutta la vita.
E noi figli cattivi
increduli dimentichi,
li lasciamo in balìa della sagezza,
unico loro scudo.

3

Quando ,inatteso ,metto il piede all'uscio
e rientro a tentoni nel vestibolo,
sento i ricordi
così nudi e solenni dell'infanzia
vento arcano trascorrermi .
In un soffio li chiamo
e poi nel loro abbraccio torno un bimbo .
Com'è tutto palpabile,deserto
di ombre il mattino che mi riconduce
a sperare una grazia
dalle mani che il viso mi riplasmano
nella lunga carezza ,
da chi mi ascolta,a cui tutto è possibile
dire senza l'aiuto della voce .
A quegli occhi che sanno le mie voglie
non mitigate ma fatte più sordide,
come sottrarmi o tutto
restituire in uno slancio?
                                     E tanta
l'estasi che di nuovo
dalla scodella fuma la letizia
e arieggia nelle stanze
qualcosa di celeste,come il giorno
del mio battesimo.

4

Casa mia più lontana
del cielo.
Sempre inatteso,
su un fil di ferro ,come su n'antenna,
vengo a posarmi
e spio ,palpebre chiuse,le persiane,
stupito che nessuno
gridi il mio nome da una loggia. Forse
qualcuno è morto e non lo so . Ripenso
a mia madre,a mip adre pellicano,
a quando le sorelle,
tra una guerra e una pace,senza invidia,
attiravano a sé giovani sguardi,
e mi sfuggivano
come un censore.
Casa mia , senza i soliti
animali domestici ,
ma di sale e di vino così ricca ,
così ombrosa e raccolta,
odorosa di fine biancheria,
di mobili tarlati e di tappeti,
e piena anche di polvere gentile
concui il libri amoreggiano;spaziosa
quanto una nave
che galleggi tranquilla,
e usa ai sonori
colpi del battipanni
sui materassi ,all'alba,
offerta a tutti i venti
sebbene ami la sera essere sola,
ben chiusa in sé,
e accenda tante lampade
quanto noi siamo.
Ora due ombre vi abitano sole.
Ci aspettano, ma i nostri
ritorni sono favola.
                                   Mia casa
quando passò la guerra
coi radenti proiettili
e su e giù per le scale,
nell'andito in penombra ,
aspettavamo di esserne sepolti.
Ansia per noi fu il suo continuo tremito.
Potessi,ora entrerei
nel tacito vestibolo
come la spira d'un ricordo,senza
turbarne il sonno,e abbracerei l'infanzia
e padre e madre,intenerito,vinto,
nell'ombra cupa
in breve  qui addensatasi
dall'esecrato giorno dell'addio.









Par Enzo Mazza - Publié dans : La Famiglia
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Mercredi 15 octobre 2008 3 15 /10 /Oct /2008 17:33
    Nato a Roma nel 1924 ha esordito nel '51 con Poesie , edite da Le Monnier (Firenze) , a cui sono seguiti più d'una ventina di testi : volumetti, quaderni e plaquettes quasi tutti fuori commercio e dunque introvabili, comprese le dieci raccolte per il figlio Fabio .

Una sua traduzione integrale dei Carmina di Catullo è apparsa nelle " Fenice dei classici " diretta da Giacinto Spagnoletti ( Guanda ,Parma ,1962 ) .

Negli anni Cinquanta ha collaborato alla rivista Il Ponte e a la Nazione di Firenze ; contemporaneamente e assai più durevolmente a Galleria .

Nel '57 con alcuni amici , ha fondato Marsia , rivista di tendenza -se cosi si puo dire -implicita nel nome , redigendola fin quando è durata .

Suoi versi e scritti figurano anche ne la Nuova Antologia , ne L'osservatore politico e letterario,in letteratura ,ne Il Caffè, in Poesia Nuova,nel Novecento letterario ( Marzorati Editore Milano ), nei vicentini Fogli d'Arte di Mario Albanese .

Dimessosi dall'insegnamento e lasciata Roma ,vive dall'82 in una casa di campagna nei pressi di Chiusi .
Par Enzo Mazza - Publié dans : Enzo Mazza : biografia
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Dimanche 5 octobre 2008 7 05 /10 /Oct /2008 17:24

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