Di gruppo in gruppo , il vostro piede
lascerà un 'orma?
Ad ogni costo e in ogni forma,
vorreste percorrere il tempo
che inesorabilmente vi precede .
Libero d'una libertà che mi ha massacrato.
Osservo me stesso massacrato col sereno
coraggio
d'uno scienzato.
( da Poesia in forma di rosa )
1
Di tante , la tua vita
terribile blasfema ,
non so dov'è finita,
se nell'incerto tema
d'un ragazzo di scuola ,
se nel fango, nell'etere
o in più feroce aiuola.
Non vederti competere
nell'aringo rimaso,
questo era il chiodo fisso,
la mosca al loro naso.
E il cuore scisso,
schiacciare hanno voluto
la tua testa di mostro
fino a renderti muto.
Se no eri cagliostro,
eri peggio :una sorta
d'incandescente lava
su una terra già morta
Così ,la gente ignava
che colpa non si addossa,
presa da furor sacro,
ti ha frantumato l'ossa
gioendo al tuo massacro.
2
Nessuna forza strappa un uomo alla sua morte.
Scavata nei tuoi anni,
tra rifiuti sabbiosi
e miseri capanni,eri la verità
la tua forza profetica.
Molti,anche adesso , si aggrappano
alle porte che hai scardinato,
per molti è stata una festa
la fine del tuo peccato.
3
Sento acri ironie,barzellette
da bocche miserabili. La gabbia
dell'odio è forte più della poesia.
Non ripara la morte l'abiezione
d'un poeta (se mai fosse
sostenibile l'espressione
poeta abietto):
giudizio cristiano che non lava
nessuna rabbia.
4
Postume dilagano
le tue virtù, s'incrociano
voci d'angoscia, le grida
di tua madre nel falso
verde delle terrazze
all'alito del mare.
Vivo,non avevi penne
che tra i poeti,eri una piaga
aperta, uno scandalo perenne.
5
Era una marea campo de' fiori,
sbigottita marea
in cui sfociava un fiume
di terzine,la tua febbre
strofica,ritmica,angelica
lebbra d'un uomo inviso,
ansia funeraria d'un gemito
dentro le infamie,teorema
inesplicabile come un viso
divino.Ma alla cupa
fine di quel giorno, vi furono
-o così parve-potenti
idranti che purificarono
le vie tortuose,gli slarghi
per cui eri passato:getti
d'acqua potenti per cancellarti
dalla memoria della gente accorsa
alla tua raggelata vitalità,
alla sfida d'una poesia inanellata
con la morte contro la cecità.
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